Volti perfetti, identità curate nel minimo dettaglio, presenza costante sui social e imprevisti quasi a zero. Gli Influencer AI generated stanno entrando nelle strategie di marketing di molti brand, soprattutto fuori dai confini italiani.
Per anni i social network sono stati progettati per mettere in relazione le persone. Oggi, però, sta emergendo una nuova possibilità: piattaforme digitali in cui a interagire non sono gli esseri umani, ma agenti di intelligenza artificiale.
Negli anni l’influencer marketing è passato dall’essere percepito come una semplice “tendenza social” a una vera e propria strategia di marketing.
Il motivo è semplice: le persone si fidano sempre meno della “comunicazione tradizionale” e sempre di più di chi considerano credibile, competente e vicino.
La disintermediazione in comunicazione non è un concetto nato con i social, ma è sui social che ha trovato il suo habitat ideale. Niente spot in TV, nessun testimonial VIP: la voce del brand è spesso lo stesso founder che parla direttamente alla propria community.
I tuoi clienti onlin posso essere ovunque: Google, social network, sul tuo e-commerce L’interesse verso l’acquisto passa anche dalla descrizione del prodotto, che spesso può influenzare la vendita. Quale descrizione inserire e come svilupparla, dipende dal pubblico di destinazione e dal canale.
Ogni anno qualcuno decreta la morte dell’influencer marketing. Troppe fake engagement, troppa poca autenticità, troppi scandali, troppa saturazione. Eppure, ogni anno i brand continuano a investire, gli influencer a generare conversioni e il pubblico a seguire. Ma allora, è davvero in pericolo?
Nel mondo della comunicazione digitale il confine tra branding e marketing è spesso labile. Due colossi del beauty come L'Oréal e Fenty Beauty ci dimostrano quanto sia cruciale la gestione attenta e consapevole di questi due pilastri del business.

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